FIN CHE LA BARCA VA …

paper boat floating among the waves in the ocean

Nel pomeriggio di ieri è stato trovato un accordo preliminare sull’utilizzo dei Fondi di Ente dell’ESaCRI per l’anno 2017, inoltre è stato sottoscritto l’accordo per i benefici di natura assistenziale per gli anni 2015, 2016 e 2017.
Questo in attesa di alcune risposte ai quesiti sollevati negli ultimi incontri dalle OO. SS., relative alle norme da richiamarsi per la sottoscrizione definitive degli accordi.
Detto ciò, per quanto sappiamo bene che le sensibilità del personale in generale sono giustamente orientate altrove (nello specifico al proprio futuro lavorativo), la regolare prosecuzione del confronto “formale” con l’Amministrazione mantiene valenze importanti (economiche) nei confronti di tutto il personale e non sono solo atti “dovuti”.
Proprio per valutare sia le fasi conclusive della mobilità del personale ESaCRI e le criticità emerse sia per definire al più presto un percorso chiaro per il personale attualmente in  Ente e destinatario delle prossime procedure di esodo, la FIALP CISAL ha richiesto un incontro al Dipartimento della Funzione Pubblica.
Ad oggi non è ancora pervenuta la convocazione.

Circa le richieste effettuate da parte di alcuni lavoratori, ricordiamo che la titolarità e la responsabilità della determinazione dei Fondi di Ente è specifica ed esclusiva dell’Ente stesso, e sappiamo bene che questa deve tener conto del giusto equilibrio tra il rispetto delle norme per la determinazione dei Fondi (e degli importi che automaticamente ne derivano) e le indicazioni “pesanti” e vincolanti che provengano dai Ministeri Vigilanti (specificatamente dal Ministero Economia e Finanze).
Il Sindacato tratta il risultato di questo “gioco”, l’utilizzo dei Fondi.
Dobbiamo ancora rilevare che, dopo l’entrata arbitraria e scomposta del Ministero dell’Economia e Finanze sulla quantificazione dei Fondi di Ente del 2015 e 2016, gli effetti “negativi” non cessano di manifestarsi.
Nello specifico, il MEF, che pur riconosceva all’ESaCRI la correttezza formale sulla determinazione dei citati Fondi, interveniva con valutazioni di “opportunità” richiamandosi a norme del D. Lgs. 178/2012 (che non esistono, almeno circa eventuali nuovi criteri di rideterminazione del fondo di Ente) fino ad una rideterminazione dei Fondi con una perdita di quasi 3 mln di euro, sottratti alla disponibilità dei lavoratori.

In queste settimane stiamo attentamente monitorando una delicata situazione che riguarda il pagamento del TFR da parte dell’INPS ai lavoratori ex CRI.
Attualmente le norme prevedono il trasferimento agli Istituti di Previdenza del corrispettivo economico della prestazione da liquidare (mentre le casse ESaCRI sono notoriamente vuote) e questo potrà produrre un grave danno ai lavoratori coinvolti.
Questo è un problema che riguarda in realtà un bel numero di pubblici dipendenti, per cui il Governo stava ipotizzando un provvedimento legislativo “ad hoc” che regolasse nello specifico i rapporti economici tra INPS e Ministeri, ma ad oggi ancora nessun provvedimento legislativo risulta essere stato adottato e la situazione rimane in stallo.

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In occasione dell’incontro di ieri, la FIALP CISAL ha ritenuto di dover fare alcune importanti puntualizzazioni relative ai contenuti della Deliberazione n. 67 del Comitato dell’Ente Strumentale alla Croce Rossa Italiana (seduta del 25 settembre 2017) a firma del Presidente Avv. Francesco Rocca.
Benché l’interpretazione (e la sua relativa applicazione) letterale della norma prevista dall’art. 5 comma 6 del D. Lgs. n. 178/2012e s.m.i. si riferisca al transito del personale in servizio attivo nel contingente militare verso i ruoli civili di ESaCRI dal 1.10.2017 (e successivamente la mobilità prevista verso altre P.A.) sia formalmente corretta, dobbiamo rilevare che all’interno di questo contingente si trovano fattispecie di personale incompatibile con lo “status” di pubblico dipendente, secondo la normativa vigente.
Ci riferiamo in particolare ai cd “richiamati” dell’ex Corpo Militare di CRI che in ragione delle loro specifiche funzioni venivano appunto richiamati singolarmente per periodi di tempo limitati (seppur ripetuti), sfuggendo a tutte le procedure selettive e concorsuali proprie dei dipendenti della Pubblica Amministrazione.
Non possiamo non segnalare che questa tipologia di personale non può essere considerata un dipendente pubblico nella accezione normativa vigente e non potrebbe, quindi, essere destinatario di una procedura di mobilità riservata specificamente ai lavoratori del Pubblico Impiego.
Ci aspettavamo allora che l’Associazione di Croce Rossa Italiana si facesse responsabilmente carico di questi lavoratori (che nel corso degli anni sono stati richiamati ripetutamente per le specifiche e motivate esigenze dell’Associazione).
È cosa buona e giusta preoccuparsi di mettere in mezzo ad una strada lavoratori (e famiglie) che sono stati richiamati in servizio per tanti anni, un po meno è scaricare su altri la responsabilità delle proprie scelte, mettendole a conto della fiscalità generale come se fossero davvero pubblici dipendenti.
In poche parole: facile fare i generosi … con i soldi degli altri.
Se sappiamo bene che le norme del D. Lgs. 178/2012 sono state scritte con superficialità e con ben poca conoscenza della realtà specifica (per questo ci siamo opposti, da soli, fino a dove abbiamo potuto), se comprendiamo appieno che i Ministeri Vigilanti (???) per evitare un pesante contenzioso si limiteranno a non interferire con una applicazione letterale della norma, riteniamo comunque che questo non sia corretto.
Ci troveremo a breve di fronte ad uno scenario dove alcuni lavoratori transiteranno direttamente presso Pubbliche Amministrazioni, mentre altri lavoratori (che si sono sottoposti alle procedure previste e magari titolari di appositi provvedimenti dell’autorità giudiziaria) ancora non riescono a rendere operativo il loro “status giuridico”.
Pensiamo ai precari della Scuola ed Università, al personale precario della Sanità e non ultimi agli stabilizzati da sentenze in Croce Rossa Italiana.
Seppure si potrà prevedere un percorso diversificato tra il citato contingente militare ed il personale che resterà in ESaCRI fino alla fine, non possiamo escludere che questa soluzione “pilatesca” possa innescare un contenzioso da parte di eventuali controinteressati comunque presenti, ed in gran numero, all’interno della Pubblica Amministrazione.
Restiamo in attesa della convocazione presso la Funzione Pubblica, dove contiamo di ricevere alcune risposte, così come da impegno preso dalla stessa.

F.to Paolo Calì – SEGRETARIO NAZIONALE FIALP CISAL