DISARMONIZZATE LE VISITE FISCALI

I dati in possesso dell’INPS, al di là dei casi di truffa, comunque, smascherati e ampiamente “pubblicizzati”, possono smentire clamorosamente quanti continuano a sostenere un generalizzato assenteismo nella pubblica amministrazione.
E’ fin troppo facile capire che la politica ci sta ancora “usando” per spostare l’attenzione da problemi più gravi del nostro Paese per i quali non sono capaci di trovare soluzione, utilizzandoci come bersaglio anche per farsi pubblicità.
In questo solco nasce il Decreto 206/2017, commentato dal Segretario Generale Confintesa F.P., Claudia Ratti, di cui si riporta il testo integrale:

Ci si aspettava un regolamento che armonizzasse la disciplina tra il settore privato e quello pubblico ed invece è stato pubblicato il decreto 206/2017 del Dipartimento della Funzione pubblica di palazzo Chigi (in vigore da mercoledì 13 gennaio) che, ancora una volta, ha rimarcato maggiormente le differenze tra le diverse categorie di malati.
E
ppure anche il Consiglio di Stato, “udito” già nell’agosto dello scorso anno, ha rilevato che la riforma Madia non aveva provveduto ad armonizzare le fasce orarie per le visite fiscali dei pubblici dipendenti equiparandole al privato…ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!
Ed è così che i lavoratori, quando si ammalano, subiscono un trattamento differente in base al proprio datore di lavoro. Se si è lavoratori privati la fascia di reperibilità è di sole 4 ore giornaliere, se invece si è lavoratori pubblici la “finestra” è confermata di 7 ore ovvero tra le 9 e le 13 e tra le 15 e le 18 di ciascun giorno (anche non lavorativi e festivi).
Tra i dipendenti pubblici ulteriore eccezione, per esplicita previsione legislativa, sia del “personale delle Forze armate e dei Corpi armati dello Stato e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco”, che del personale degli enti pubblici economici, degli enti morali, delle aziende speciali.
E che dire della limitazione a 3 ipotesi dell’esclusione dall’obbligo di reperibilità del dipendente in malattia? Brunetta del 2009 ne aveva individuate 5 … troppe per la Madia che riduce la “non reperibilità” ai casi in cui la causa di servizio riconosciuta «abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima», alle prime tre categorie della Tabella A o E del DPR n. 834/1981 e agli «stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%».
Si sbagliavano quanti pensavano che Brunetta avesse già toccato il fondo, considerato che la Madia è riuscita ad andare oltre … e speriamo che si fermi qui.
Invece di continuare la caccia alle streghe spendendo inutilmente danaro pubblico non sarebbe stato più opportuno colpire i pochi furbetti invece dei tanti lavoratori sfortunati realmente malati?”

Il commento è superfluo, tuttavia, vorremmo evidenziare come nel CCNL, che qualcuno ha già frettolosamente firmato, di fatto costringendo altri a seguirli anche per effetto di una legge incostituzionale, siano presenti specifici articoli che, è palese, aiutano in questa opera denigratoria del Dipendente pubblico da parte della politica, mentre sarebbe stato più utile prevedere una giusta reazione per chi agisce in malafede e non taglieggiare chi già ha grossi problemi.
Ci riferiamo, ovviamente, alla decurtazione del salario accessorio e alla previsione di ridurre il compenso alle strutture che abbiamo raggiunto gli obiettivi ma in presenza di colleghi considerati assenteisti.
Questo è un ulteriore elemento da considerare quando vi verrà chiesto di candidarvi, ovvero, i prossimi 17-19 aprile quando dovrete esprimervi con un voto a sostegno delle politiche attuate dalle OO.SS.
Ci auguriamo e vi chiediamo di sostenerci per rappresentare al meglio i vostri interessi, dateci disponibilità a presentarvi nelle liste Confintesa F.P., votate a sostegno di idee, valori, piattaforme e azioni realizzate o da realizzare.

F.to Francesco Savarese – Vice Segretario Generale FIALP CISAL