La CISAL al nuovo Governo: sopprimere l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e riformare strutturalmente la P.A.

“L’Ispettorato Nazionale del Lavoro è Ente non solo inutile, ma estremamente dannoso. Dannoso in termini di minore tutela dei lavoratori dal punto di vista previdenziale, normativo e di sicurezza sul posto di lavoro, e in termini di minori entrate per lo Stato. Mantenerlo in vita significa alimentare un carrozzone che non si capisce a chi e a cosa serva”. Lo ha dichiarato il Segretario Generale della CISAL, Francesco CAVALLARO, a proposito dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che la Confederazione ha osteggiato con forza fin dalla nascita, denunciando, da anni, i gravissimi e ingiustificabili i danni causati dalla nuova “creatura”.

“Già nel 2015, ricorda il Segretario Generale, la CISAL era scesa in campo contro la creazione dell’I.N.L., in cui il Governo, con l’alibi della semplificazione e la logica della superficialità, aveva deciso di fare confluire i servizi ispettivi del Ministero del Lavoro, dell’INPS e dell’INAIL.

Oggi – continua il Segretario – sono ormai conclamati l’inconsistenza della sua ragion d’essere e i danni gravissimi che la sua istituzione ha arrecato al mondo del Lavoro. Si è trattato di un esperimento fallimentare, cui porre termine al più presto”.

“Il Governo – conclude Cavallaro – deve procedere con la massima urgenza alla sua soppressione e dislocare competenze e risorse su Inps e Inail, che sullo stesso fronte hanno sempre dimostrato di operare in maniera efficace”.

A queste dichiarazioni si aggiungono le considerazione del Segretario Confederale con delega al Pubblico Impiego e Segretario Generale FIALP CISAL Davide VELARDI sulle prime dichiarazioni del neo Ministro della Funzione Pubblica Senatrice Giulia BONGIORNO, che scende in campo con l’obiettivo di rendere più efficiente macchina amministrativa.

“Condividiamo quanto dichiarato dal Ministro Bongiorno in merito all’esito disastroso della riforma del Corpo Forestale e concordiamo sulla necessità di semplificare norme e procedure della Pubblica Amministrazione per ottimizzare i servizi resi ai cittadini e per combattere la corruzione”, dichiara Davide Velardi,

“Il rapido cambio di passo preannunciato dal nuovo Ministro della Funzione Pubblica – spiega Velardi – è indispensabile per affrontare efficacemente i tanti problemi che, dopo il recente sblocco dei contratti, attanagliano l’amministrazione: la mancanza di turn-over e il conseguente innalzamento dell’età media dei lavoratori, il precariato, la carenza di formazione, l’imminente scadenza dei contratti appena definiti e l’apertura della nuova tornata contrattuale”.

“Tutte questioni ben più concrete – precisa – delle ispezioni a campione e delle rilevazioni biometriche minacciate contro i “furbetti del cartellino”, per quanto mediaticamente meno eccitanti – ma solo se l’approccio resta superficiale -”.

“Soprattutto – conclude Velardi – risulta più che mai necessario definire un piano strategico di riforma strutturale della Pubblica Amministrazione condiviso con le parti sociali, che contribuisca a separare l’ambito politico da quello amministrativo”.