CISAL E CONFEDIR: INCONTRO DEL 13 NOVEMBRE COL MINISTRO BONGIORNO

CISAL: PIU’ RISORSE PER I CONTRATTI DELLA P. A.

CONFEDIR: MODIFICARE LA LEGGE BRUNETTA

Si è svolto a Roma, a Palazzo Vidoni, l’incontro delle Confederazioni con il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, sul tema del rinnovo dei contratti nazionali di lavoro 2019-2021 e in vista della discussione sulla Legge di Bilancio.
Il Ministro in apertura, invitando le Organizzazioni Sindacali a guardare ed apprezzare i fatti concreti, ha evidenziato gli interventi posti in essere in questi mesi e, tra questi l’impegno per il rinnovo dei contratti, il disegno di legge concretezza, lo stanziamento di nuove risorse per l’assunzione di 450.000 persone, assicurando così la copertura del 100% del turn over, nonché norme speciali per le assunzioni.

La delegazione CISAL, guidata dal Segretario Confederale  Marcello Pacifico e dai Segretari di Federazione Francesco Garofalo e Fulvio Ferrazzano, ha dato atto al Ministro dell’impegno profuso per gli stanziamenti previsti per il prossimo triennio contrattuale, ma ha sottolineato la necessità di ulteriori interventi, in quanto le disponibilità non consentono un adeguato recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni dei dipendenti pubblici che scontano il gap dei lunghi anni di blocco contrattuale. Gap che il contratto vigente non ha sanato né dal punto di vista economico, né come danno sugli aspetti previdenziali. Altro elemento sul quale la delegazione CISAL ha richiesto un intervento è la stabilizzazione del personale precario con 36 mesi di servizio, che continua ad essere contrattualizzato a tempo determinato.

La CONFEDIR ha affermato di apprezzare gli interventi posti in essere in questi mesi, ma non si è potuta esimere dal sottolineare le criticità che devono essere affrontate e non rinviate, se si vuole migliorare il funzionamento degli apparati pubblici ed assicurare servizi efficienti. Le risorse stanziate nella legge di bilancio sono insufficienti per i prossimi rinnovi contrattuali e devono essere incrementate. Non si è tenuto conto dell’IPCA, l’indice che nel 2009 le Parti sociali concordarono di utilizzare quale strumento di “manutenzione” delle retribuzioni, abbandonato però l’anno successivo per l’intervenuto blocco della contrattazione. La mancata crescita delle retribuzioni, ha ricordato la CONFEDIR, ha effetti negativi per i pubblici dipendenti anche per il futuro per l’incidenza che avrà sui trattamenti pensionistici. La “Politica”, ha proseguito la CONFEDIR, ha imposto una netta riduzione delle Aree di contrattazione nella P.A., aggregando realtà disomogenee e creando problemi per la presenza, sia nei Comparti che nelle Aree della dirigenza, di professionalità analoghe ma con voci stipendiali diverse. I ritardi nei rinnovi contrattuali e dei lavori della Commissione per i nuovi ordinamenti professionali, infatti, sono dovuti non solo alla scarsità delle risorse, ma anche dalla riduzione dei Comparti e delle Aree di contrattazione. La CONFEDIR ha concluso invitando il Ministro Bongiorno ad avere il coraggio di modificare quella parte della Legge Brunetta, giustificata dall’allora Ministro, con la necessità di semplificare ed uniformare i contratti collettivi e che nei fatti, invece, complica e ritarda le trattative.