CISAL: 60 ANNI DI AUTONOMIA. I lavori del Consiglio Nazionale

Dal 23 al 25 ottobre, cogliendo l’occasione del 60° anniversario della fondazione della Confederazione Autonoma, si sono svolti a Rimini i lavori del Consiglio Nazionale CISAL. La delegazione FIALP CISAL è stata guidata dal Segretario Confederale e Segretario Generale della Federazione Davide Velardi e composta dai Vice Segretari Generali Michele Di Lullo e Francesco Savarese, nonché, per le Segreterie Regionali Confederali, da Giuseppe Cusano (Lombardia), Vincenzo Lucente (Abruzzo), Pietro Sturniolo (Emilia Romagna). Notevoli i contributi degli amici Aldo Urbini (Centro Studi CISAL), che ha ricordato la nascita e la “storia” della Cisal e di Lucio Casalino, sulla materia pensionistica, presentando l’iniziativa del Blog “FAKE Inps”. Di seguito i comunicati della CISAL sull’evento.

CISAL, 60 anni di autonomia per la tutela del lavoro e il diritto alla rappresentanza.
Rimini, 23 ottobre 2017 – “Non scontro ideologico, ma ruolo paritario tra lavoro e capitale nel pieno rispetto della dignità umana e professionale dei lavoratori”. La Cisal festeggia il suo 60° compleanno rinnovando la sua scelta di “libertà e indipendenza al fianco dei lavoratori grazie all’autonomia del sindacato dalla politica”. Il Segretario Generale Francesco Cavallaro riassume, così, la linea da cui trae forza e credibilità la Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori che da oggi, lunedì 23 ottobre, a mercoledì prossimo, all’Hotel Savoia di Rimini, riunisce il proprio Consiglio Nazionale per approvare il bilancio ed elaborare le strategie del futuro: dalla riforma della legge Fornero, che continua a manifestare i suoi devastanti effetti creando squilibri inaccettabili, alla grave piaga della disoccupazione giovanile; dalla riforma del pubblico impiego all’esigenza di una vera riforma del fisco senza la quale ogni altra riforma finisce per essere inefficace. Dalla crisi finanziaria, infatti, saremmo già potuti uscire, ma il debito pubblico, che anche quest’anno rischia di aumentare, rappresenta la vera palla al piede di un Paese incapace di drenare gli oltre 120 miliardi di evasione fiscale con una vera e radicale riforma.
Un anniversario d’impegno, dunque, nel segno della tradizione, ma con la disincantata convinzione che bisogna rivoluzionare il modo di fare sindacato. Se il 24 ottobre 1957 la scelta dell’autonomia ha portato alla costituzione del sindacato autonomo per sostenere l’unità del mondo del lavoro, a prescindere dalle idee politiche dei singoli, 60 anni dopo la Cisal rilancia, infatti, la sfida per il riequilibrio del rapporto tra lavoro e impresa in un Paese devastato dalla crisi e dalle inefficaci politiche del lavoro e del welfare messe in campo da governi spesso distanti dai reali bisogni dei cittadini. E se negli ultimi anni la crisi economica ha messo in ginocchio migliaia di imprese, cancellando circa un milione di posti di lavoro, la crisi dei valori, la frammentazione e l’incoerenza della politica hanno, di conseguenza, portato ad una crisi dei partiti e dei sindacati tradizionali, considerati sempre più distanti dai bisogni reali dei lavoratori.
Una crisi d’identità vissuta da una parte crescente di lavoratori che non si sente più rappresentata dai partiti tradizionali e dai sindacati da essi ispirati e, purtroppo spesso, utilizzati e strumentalizzati ai soli fini elettorali. Un mare in tempesta nel quale la Cisal, in virtù della forza della propria autonomia, è riuscita sempre a tenere la barra dritta costituendo una certezza per quanti, lavoratori o pensionati, si ritrovano quotidianamente a combattere per la difesa dei propri diritti e la ricerca di nuove opportunità.
Una battaglia, condotta sempre con coraggio e dignità, che alla vigilia di questo 60° anniversario è stata premiata con l’ingresso a pieno titolo nel CNEL, quale ufficiale riconoscimento della CISAL tra le organizzazioni maggiormente rappresentative del nostro Paese. Sebbene in materia di rappresentanza e rappresentatività la strada da percorrere sia ancora lunga, questo riconoscimento, a livello politico e istituzionale, conferma la bontà dell’azione sindacale della Cisal che, appunto, dal 29 agosto 2017 ha ricevuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri la notifica della designazione del Segretario Generale Francesco Cavallaro a membro effettivo del CNEL.
“Quanto al futuro, l’organizzazione del lavoro – sottolinea Cavallaro – è già cambiata e cambierà ancora di più nei prossimi anni. Cambieranno la qualità del lavoro, con una miriade di problemi in termini di formazione e di riconversione professionale, e la sua quantità, in termini di articolazione degli orari e di gestione del tempo. Cambieranno le sedi di lavoro, le fabbriche, gli uffici per effetto della rapida circolazione delle informazioni e della potenziale capacità tecnologica di utilizzarle dal proprio domicilio. Cambierà ancora il tradizionale rapporto tra industria, agricoltura, servizi e terziario con una pubblica amministrazione che deve finalmente tenere il passo. Non potranno non cambiare la scuola, la famiglia, il tempo libero e quindi l’uomo, la sua cultura, i suoi bisogni, la sua mentalità, il suo stesso modo di essere”.
“Non potrà non cambiare, quindi, – sottolinea il Segretario Generale della CISAL – anche e soprattutto il sindacato. Con un atto di umiltà il sindacato, tutto il sindacato, dovrebbe recuperare il terreno perduto per essere finalmente in grado di rappresentare vecchi e nuovi bisogni e di offrirsi ai lavoratori come sindacato senza aggettivi. Da più parti, compresi autorevoli organismi internazionali, si commentano favorevolmente i dati di Bilancio, ma si sottolinea la necessità di abbattere il debito pubblico, praticamente fermo ad oltre il 133% del Pil”.
La Cisal sostiene da anni che il Paese rischia la propria credibilità dal momento che, a fronte di un debito così alto, continui di fatto a tollerare un’evasione fiscale di proporzioni gigantesche. “Di qui – afferma Francesco Cavallaro – la nostra proposta di una riforma fiscale coraggiosa ed organica che, introducendo strutturalmente nel sistema il cosiddetto contrasto di interessi, affidi al cittadino il controllo di legalità premiandolo con la detrazione in tutto o in parte delle spese sostenute. Per il resto, la legge di Bilancio, pur contenendo alcune iniziative condivisibili (decontribuzione del 50% triennale per assunzione giovani e poco altro di incisivo, in verità), delude per il misero aumento (meno di 30 euro netti medi dopo 10 anni di blocco) per il rinnovo dei contratti pubblici, così come per le mancate risposte sulla previdenza, in particolare sul perverso meccanismo dell’aumento dell’età di pensionamento collegato, senza alcuna differenza per il tipo di lavoro svolto, alla cosiddetta speranza di vita”.
Altro tema di scottante attualità è la crisi occupazionale che interessa soprattutto i giovani del Sud. A tal proposito Cavallaro punta l’indice sulle “mancate risposte del Jobs act, in particolare per la parte di welfare attivo (presa in carico del lavoratore, formazione ricollocamento). Il ‘governo’ del cosiddetto mercato del lavoro, per la CISAL deve certamente tendere alla stabilità, ma non deve altresì sottovalutare la assoluta priorità di creare nuova occupazione attraverso investimenti mirati e produttivi per quantità e qualità”.
Quanto ai contratti del pubblico impiego (nonostante il ricorso, promosso e vinto dalla CISAL), Cavallaro ricorda che “si naviga in un mare di contraddizioni e comunque stenta a concludersi, in termini accettabili, dopo 10 anni di blocco: si parla dei famosi 85 euro lordi, medi annui (meno di 30 netti). Si supererebbe il problema del bonus degli 80 euro, che quindi non verrebbero intaccati, ma si sottovalutano le conseguenze sul piano della legittimità”.
In materia previdenziale, il Segretario Generale ricorda che “la CISAL ha avanzato, inascoltata, fondamentali proposte come quella, pregiudiziale, della separazione tra previdenza ed assistenza; del blocco e della revisione del riferimento indiscriminato alla speranza di vita e dell’altrettanto assurda discriminazione fiscale tra privato e pubblico per le pensioni complementari.
Infine, in materia di spending review, Cavallaro denuncia che “il Governo prevede tagli per circa 3,5 miliardi a carico dei Ministeri, ma non precisa se quelli già previsti nelle precedenti finanziarie siano stati realmente effettuati”.

CONSIGLIO NAZIONALE CISAL – Cavallaro: la CISAL dai lavoratori, per i lavoratori. Con le elezioni alle porte la politica rischia di dimenticare i problemi reali del Paese. E dopo la delusione della legge di bilancio, povera di soluzioni concrete, la prima Confederazione sindacale autonoma, sempre più forte sul territorio, trasparente e coesa, promette battaglia su Previdenza, Fisco e Occupazione.
“Il clima pre-elettorale distoglie l’attenzione della politica dalle reali problematiche del Paese, confermando la logica demagogica già espressa in una legge di bilancio dove si fatica a individuare misure davvero efficaci sui fronti più caldi dello scenario economico e sociale del paese. Tocca a noi della CISAL, oggi più che mai, lottare, forti della nostra autonomia, a tutela di lavoratori, giovani e pensionati per modificare la normativa previdenziale e fiscale, a sostegno dell’occupazione e dell’equità sociale”. Questo il proclama di battaglia con cui Francesco Cavallaro, Segretario Generale della CISAL, ha chiamato ieri a raccolta i suoi dirigenti sindacali a conclusione della tre giorni di Consiglio nazionale a Rimini che sono stati anche occasione per celebrare i 60 anni di vita della Confederazione.
“Anzitutto, ha spiegato il Segretario, è necessario abolire la legge Fornero. Bando a piccoli e frammentari interventi riparatori: è necessario ripartire da zero per costruire un sistema pensionistico serio, che vada a cancellare l’iniquità di norme quali quelle legate al meccanismo di calcolo dell’età pensionabile o che alimentano la deplorata confusione tra assistenza e previdenza, rimaste sostanzialmente invariate nella legge di bilancio presentata dal Governo.
In secondo luogo, ha continuato Cavallaro, per contribuire a contenere l’enorme evasione fiscale si dovrebbe introdurre al più presto il “contrasto di interessi”, che darebbe ai cittadini la possibilità di scaricare le spese sostenute e attiva al contempo un controllo automatico sui flussi di denaro. Nella manovra di finanza pubblica vengono presentate come vantaggiose per i cittadini forme di risparmio sull’IVA che privano in realtà il Paese di risorse (circa 15 miliardi di euro all’anno) altrimenti utili per investimenti che incentivino forme di lavoro reale e non “virtuale”. Risparmio che, a prescindere dal merito, risulta peraltro assai modesto rispetto a quanto si potrebbe ricavare da forme efficaci di lotta a un’evasione fiscale che costa al Paese circa 140 miliardi di euro. Con l’aggravante che la strada scelta per il congelamento dell’IVA passa ancora una volta dal deficit, che obbliga a rivedere al rialzo l’obiettivo di indebitamento netto nominale per il 2018. E gli indicatori economici sono purtroppo la prova del nove, nell’evidenziare i limiti del decantato successo delle recenti riforme.
A favore dell’occupazione giovanile, al di là della pur condivisibile decontribuzione prevista dalla legge di bilancio, urgono investimenti per iniziative di formazione professionale realmente utili a preparare e aggiornare le competenze richieste dal mercato del lavoro.
Nel Pubblico Impiego, la CISAL, dopo che il ricorso presentato dalla FIALP ha sbloccato i rinnovi contrattuali tra il silenzio e l’ostilità di quanti hanno poi tentato di cavalcarne la vittoria, considera inadeguate le risorse previste dal Governo a seguito dell’accordo con i sindacati non autonomi e rivendica con orgoglio la posizione di contestazione espressa fin dall’inizio del confronto.
Sul versante Privato la Confederazione prosegue con sempre maggior determinazione la propria lotta sul fronte di rappresentanza e rappresentatività, consapevole di muoversi in una giungla del cui disordine in tanti vorrebbero approfittare per limitare con legge la libertà sindacale.
La forza per condurre queste e altre battaglie, ha concluso il Segretario Cavallaro, deriva dalla scelta di Autonomia fatta dalla CISAL il 24 ottobre 1957, confermata nel corso di 60 anni e che, forte anche del recente ingresso nel CNEL come organizzazione maggiormente rappresentativa, ci porterà ad affrontare con armi sempre più affilate le sfide future. Una scelta che, stante l’autonomia di ciascun membro della Confederazione, ne esalti la valenza di sistema consolidato e radicato sul territorio”.