27.07.2018 – IL MINISTRO BONGIORNO INCONTRA LE CONFEDERAZIONI SINDACALI RAPPRESENTATIVE DEL SETTORE PUBBLICO. GLI INTERVENTI DI CISAL E CONFEDIR.

La delegazione CISAL, nella consapevolezza che l’occasione fosse mirata ad una ricognizione sulle questioni riguardanti il Pubblico Impiego e la P.A. in genere, ha evidenziato al Ministro la necessità di affrontare, in particolare, gli argomenti che si riportano in sintesi.
Rinnovo contratti. I contratti da poco rinnovati sono già scaduti, altri non ancora rinnovati (es. PCM). La CISAL ha chiesto al Ministro garanzie affinché nella prossima legge di stabilità siano stanziate adeguate risorse per il rinnovo 2019-2021, auspicando l’avvio di un confronto preliminare con Funzione Pubblica già dal prossimo autunno, per una valutazione degli indicatori economici che saranno a base dei calcoli per la valutazione degli incrementi.
Prerogative sindacali. La CISAL ha chiesto una rapida emanazione della direttiva per il rinnovo dell’Accordo Quadro sulle prerogative sindacali al fine di rispettare l’effettiva rappresentatività delle OO.SS. come recentemente misurata dall’ARAN. Nel quadro di una possibile modifica del Dlgs 165/01, la CISAL ha chiesto un maggior coinvolgimento del sindacato negli atti di organizzazione, revisionando l’articolato relativo alle materie di contrattazione, nonché una modifica ai Comparti di contrattazione e la riconduzione nell’alveo contrattuale della materia disciplinare di fatto ornai legificata.
Politiche occupazionali. È stata sottolineata l’esigenza di adeguarsi alle indicazioni della Giustizia europea in materia di assunzioni definitive dei precari con oltre 36 mesi di servizio prestato in tutti i Comparti ed in particolare in quello della Scuola.
Previdenza. È stata rappresentata la situazione dei lavoratori del P. I. che rischiano di vedere prescritti e non riconosciuti contributi previdenziali che, per motivi vari, non risultano nel proprio estratto contributivo.

La delegazione CONFEDIR ha posto l’accento sui temi generali che sono alla base delle problematiche che si stanno verificando in sede di trattative per i rinnovi contrattuali delle Aree Dirigenziali. È stato ricordato come la Pubblica Amministrazione dal 1979 ad oggi è stata interessata da almeno 22 interventi legislativi di riforma, che sovente non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati, e spesso sono stati accomunati dall’insuccesso.
Per la CONFEDIR invece, i dirigenti e i professionisti devono essere parte attiva nei processi di cambiamento ed innovazione della Pubblica Amministrazione, nella più ampia autonomia dalla politica.
“Abbiamo confermato al Ministro, ha dichiarato il Segretario Generale Vicario Velardi, le nostre valutazioni negative sulle ultime due riforme Brunetta – Madia, che hanno ridotto e quindi confermata la riduzione dei comparti e delle aree di contrattazione, perché permeate dalla errata convinzione che nel Paese esista la “Pubblica Amministrazione”, mentre la realtà è palesemente diversa. Esistono molteplici Amministrazioni, che hanno compiuto percorsi diversificati, che hanno finalità e necessità diverse, specifiche missioni e specifiche professionalità al loro interno. Gli effetti di tale impostazione sono alla base delle emergenti e prevedibili difficoltà di definizione dei contratti collettivi di lavoro, cosa sta accadendo anche per l’Area Funzioni Centrali. Abbiamo evidenziato che anche l’atto di indirizzo per la attuale tornata contrattuale, peraltro, in scadenza tra poco mesi, è palesemente contraddittorio, anche in tema di disponibilità di risorse, incompatibili con gli obiettivi enunciati. Occorre dunque un riesame di quanto fatto sinora e la assunzione di idonei interventi per superare i problemi che si sono evidenziati.
La CONFEDIR chiede al Governo di essere ascoltata nel comune interesse dei cittadini, valutando la proposta di condividere con le Parti sociali i futuri interventi nel pubblico impiego con l’istituzione di gruppi di lavoro tematici. L’obiettivo comune deve essere il miglioramento dei servizi resi ai cittadini, valorizzando il merito e le competenze effettive di ciascun dipendente. A tal proposito ha annunciato al Ministro l’invio di un documento che vuole essere un primo contributo al confronto.

Il Ministro, in replica, ha preso atto delle varie indicazioni, esplicitando in particolare il suo impegno sul versante del rinnovo contrattuale.